Musica a 432 Hertz

A 432 Hz suona meglio… oppure no?

Oggi voglio parlare dei numerosi articoli che vengono pubblicati sulle proprietà mistiche delle vibrazioni, e sul fatto che una corretta accordatura a 432 Hz per il LA centrale migliori la possibilità per la musica di “risuonare naturalmente”, con effetti benefici sull’umore e via discorrendo.

Purtroppo la musica è fortemente legata alla matematica, e su alcune cose non si può barare.
Le frequenze delle note basate sulla scala temperata sono facilmente calcolabili.

Si procede così:

Data la frequenza di una nota, il semitono successivo si ottiene moltiplicando quella frequenza per radice dodicesima di due. Infatti la frequenza deve raddoppiare passando alla stessa nota per l’ottava successiva. La frequenza di riferimento è da secoli il LA centrale della tastiera del pianoforte.
E’ la nota che corrisponde alla lettera A nella notazione Anglosassone,

Questa frequenza è la stessa del segnale di occupato usato in telefonia, o del segnale del monoscopio in televisione.

Dato che su una scala temperata le note distano ciascuna rispetto all’altra per radice dodicesima di due, e che il La centrale è a 440Hz, la frequenza di 432 Hz non è presente in alcuna nota emessa da uno strumento intonato.

Infatti dividendo per radice docidecisima di due 440 otteniamo:

f (la) = 440 Hz

f(la b) = 440 / 1.05946409 = 415 Hz, frequenza del La bemolle centrale = Mi#

Quindi ne’ il Mi diesis (semitono precedente) ne’ il La centrale hanno come valore 432.

La frequenza di 432 Hz è vicina al La centrale, ma non abbastanza.

Storicamente si sono usati come valori del LA 442 e 443 Hz, ancora più lontani… e per cui comunque non si ottengono comunque valori vicini a 432 Hz, mai.

Dubito che un direttore d’orchestra possa decidere di accordare in basso di quasi due cent, aspetto smentite.

Sul risuonare a 432 Hz, attendo che qualcuno possa trovare dei valori di frequenza corrispondenti a note presenti sulla scala temperata, ed il cui multiplo faccia 432, lo dico in senso ironico…

Perché a 432 “risuoni” alcunché, il valore 432 dovrebbe corrispondere esattamente ad un multiplo intero del valore di almeno una frequenza di una nota di ottave precedenti quella centrale.

Ma così non è:

Se dividiamo per due ci troviamo a 216 (e la frequenza del La si è spostata a 220 Hz).

Qualsiasi divisione per potenza di due non ci porta a valori che coincidano con note appartenenti a scala temperata correttamente accordata.

Se dividiamo per tre ci troviamo a 144 Hz. Sfortuna… le note più prossime valgono 139 e 147 Hz.

Se dividiamo per cinque otteniamo 432/5=86,4 Hz. Note più vicine a 83 ed 88Hz…

Una ipotetica sesta armonica: 432/6=72 Hz. Anche qui, le frequenze più vicine di note correttamente intonate sono 70 e 74 Hz  (e NESSUN MUSICISTA che non sia sordo come una campana/incapace accorda il proprio strumento in modo che emetta ESATTAMENTE una nota intermedia tra un Do diesis ed un Re …).

A 432 non risuona alcunché che sia collegato ad una scala temperata, e, come abbiamo visto, eventuali sovrapposizioni con la frequenza di 440 Hz sono imputabili ad errori di accordatura…

Questa dei 432 Hz è una sonora stupidaggine, ed è divertente in quanti abbocchino a fandonie come questa, semplice fuffa basata sul nulla e su affermazioni prive di merito e facilissime da confutare, numeri alla mano.

Circolano anche voci fantasiose e, per quello che mi risulta, antistoriche: i 440Hz sarebbero carichi “negativamente” perché l’intonazione a 440Hz sarebbe stata decisa, nientepocodimenoché da Goebbels, mentre i Pink Floyd avrebbero suonato con l’intonazione a 432Hz, per “migliorare la qualità del suono”.

La prima affermazione è falsa, si è arrivati alla intonazione a 440Hz attraverso un comitato internazionale, e per un fine nobile: consentire a tutti gli strumentisti di poter suonare insieme senza problemi, uno dei tanti casi di COOPERAZIONE internazionale, altro che negatività, ed il nazismo non c’entra minimamente, si tratta di uno standard approvato negli anni 50!

La seconda è altrettanto falsa: i Pink Floyd avevano come ingegnere del suono un tizio chiamato Alan Parsons, che è ben noto a chiunque si occupi di audio a livello professionale, o anche solo a livello poco più che amatoriale. Il signore in questione ha rilasciato al pubblico i suoi appunti, consultabili online, in cui, se per caso spostando verso il basso di 8 Hz l’accordatura del LA si fossero ottenuti dei vantaggi, ci sarebbero delle tracce nei suoi scritti e sarebbe stranoto a chiunque si occupi di ingegneria del suono.
Ovviamente non è così. Nei forum di ingegneria del suono si parla della teoria dei 432Hz, in modo umoristico, e viene considerata unanimemente una sonora bufala, allo stesso livello delle teorie dei rettiliani.

2 risposte a “Musica a 432 Hertz”

  1. Le accordature delle orchestre in passato sono andate ben al di sotto di 432 hz per il LA, anche a 423 Hz. Le note non hanno un valore assoluto ma piuttosto un range nel quale si puo decidere che frequenza utilizzare, ad esempio la frequenza di un LA b nel sistema temperato è di 415,30 Hz, quindi da 440 Hz che è attualmente lo standard per il LA abbiamo un certo margine per scegliere la frequenza. In secondo luogo bisogna dire che non esiste solo l’accordatura temperata, ma anche l’accordatura pitagorica, just intonation, l’accordatura armonica e molte altre. In questo articolo spiego molti dei dubbi sulla musica a 432 hz, senza parlare di falsi miti, nazismo ecc, ma solo di cose verificabili. Buona lettura:

    1. Mi spiace, ho dato una scorsa al suo blog, ma confesso che mi ha perso al titolo “potere curativo degli 8 Hz”. Sull’accordatura temperata: se ha un minimo di cultura musicale e di storia, saprà che la scala temperata si è diffusa quando i musicisti dell’epoca introdussero concetti come la modulazione. Per poter passare agevolmente da una scala all’altra, e poter utilizzare per una stessa melodia scale diverse, è necessaria una accordatura temperata.

      Le ricorda niente, come titolo, il “Clavicembalo ben temperato” ? Niente scale temperate, niente Bach, niente Beethoven.

      Tutto il resto è preistoria della musica, come per esempio l’armonia di quinte, rigettata in quanto produce ripetitività e noia.
      Se a Lei piace davvero l’armonia di quinte, non discuto, trattasi di gusto personale, come l’eccitarsi facendosi frustare, oppure bambini che ripetono ossessivamente dei monosillabi. Personalmente declino.

      Solo per la cronaca: In era moderna non si trova traccia delle accordature che descrive, se non per fini “storici”, ed anche qui, che vi siano proprietà taumaturgiche e curative degli “8Hz”, nemmeno udibili, la trovo cosa risibile.

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